
Siamo esseri infelici. Le persone, intendo. Ognuno a modo suo, tutto sommato. Cerchiamo la felicità come falene attirate dalla luce artificiale, e alla fine ci scottiamo. Bruciamo impotenti, senza possibilità di tirarci indietro. Perché, alla fine, lo vogliamo noi.
E poi cadiamo, ci facciamo male e ci manca il respiro.
Ma non è mai abbastanza, non ci accontentiamo di farci a pezzi una sola volta, oh no, dobbiamo continuare testardi, perché è quello per cui siamo stati programmati.
Siamo dei tossici in cerca della nostra morte mentale. Ci autodistruggiamo senza quasi rendercene conto, inconsciamente consapevoli del nostro declino preannunciato. Siamo così deboli.
siamo deboli eppure siamo così forti nella nostra testarda missione suicida..
RispondiEliminanon ci stanchiamo di fronte a una pietà che non ci appartiene..
ci disprezziamo ma vorremmo amarci..
sempre indecisi..
eppure ciò che riusciamo a scegliere con tanta disinvoltura è la nostra distruzione..
La debolezza fa parte dell'umanità, é vero.
RispondiEliminaMa preferisco essere mille volte debole, piuttosto che vivere come un'ameba lasciandomi scorrere tutto davanti e non avendo mai una meta, qualunque essa sia ...
Gli errori si fanno ogni giorno, sono parte del gioco e bisogna accettarli. Poi sta a noi imparare la lezione e migliorare le situazioni, o noi stessi.
Ognuno ha la propria filosofia, ma sono sicura che anche tu sappia che c'é sempre qualcosa di buono là fuori.
P.S: sbaglio o é una foto di Felice Fawn quella del post ? :)
"Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo". Mi è venuta in mente la prima frase di Anna Karenina. Siamo deboli, infelici, eppure continuiamo a cercarla questa serenità, molto meno sfuggevole della felicità e forse anche molto più difficile da raggiungere.
RispondiEliminaL'importante è non mollare mai. Siamo fatti per realizzarci. Ce la possiamo fare, ognuno nel suo piccolo ha i propri obiettivi. E quindi direi che la sofferenza può anche essere d'aiuto, a volte, una motivazione in più rialzarsi e dirsi che noi così vogliamo evitare di sentirci ancora.
Comunque complimenti per il blog, bei post. Ti seguo.
Forse è la ricerca del senso della morte a renderci così caparbi...
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